INUTILE RISCALDARSI SUL CLIMA

Tutti a dare addosso a Donald Trump perché ha rinnegato gli accordi di Parigi sul clima. E naturalmente l’unanimità intimidisce. Soprattutto pensando che a questa riprovazione universale si associano milioni di americani, cioè di compatrioti di Trump. Naturalmente – secondo il Presidente – questi cittadini starebbero protestando contro un beneficio; mentre gli scontenti potrebbero dire che non lo farebbero mai, se veramente si trattasse di un beneficio. Piuttosto In realtà Trump ha commesso un’azione criminale in danno della nazione e del pianeta Terra. Quanto clamore.
La prima cosa da dire è che il problema non è politico e dunque l’unanimità non vale nulla. E soprattutto non è neppure seriamente scientifico. Nella scienza un’affermazione non è la conclusione di un ragionamento perfetto (come si è creduto per millenni, fino a Galileo) è piuttosto un’ipotesi che spiega più fenomeni di altre ipotesi. La scienza non emette sentenze definitive. Chi negasse la legge di gravità farebbe ridere, ma non commetterebbe peccato. E se riuscisse a dimostrare che è sbagliata, sarebbe innalzato sugli altari.
Secondo elemento importante, per la scienza, è la conferma dei fatti. Se essi non confermano la tesi, è la tesi che cade. Ecco perché la moderna scienza è detta “sperimentale”. Al punto che, se non si capisce il perché della tesi, ma l’esperimento la conferma, la tesi è valida. Fatto che, sia detto al passaggio, esclude la validità dell’omeopatia. Se quella terapia funzionasse, sarebbe accolta dalla medicina ufficiale; e se non funziona, non fa parte della medicina.
L’aggettivo “scientifico” ha più sfumature e meno certezze di quel che si crede. Una teoria potrebbe anche convincere l’ottanta per cento dei competenti, sicché sarebbe scientifica soltanto all’80%. Infine, per certe teorie, l’esperimento è impossibile, come avviene in tutte le scienze d’osservazione. Per esempio la sismologia. Per quanto riguarda il riscaldamento globale. chi crede che, nell’ultimo secolo, la produzione umana di anidride carbonica abbia fatto alzare la temperatura, non può mettere l’orologio indietro, eliminare l’umanità, e vedere se la temperatura si alza o no.
In secondo luogo, il passato ci insegna forse che la temperatura della Terra si alza o si abbassa in conseguenza dell’attività dell’uomo? Assolutamente no. Si si sono avute tremende glaciazioni, e periodi in cui la Terra è stata molto più calda di oggi, senza che l’umanità nemmeno esistesse. Motivi di dubbi ne abbiamo parecchi. L’ultima mini-glaciazione si è avuta nel Settecento: e che diamine hanno fatto i nostri antenati di tre secoli fa, per meritarsi degli inverni tanto rigidi?
Inoltre, visti col metro umano, i tempi della Terra sono lentissimi. Di un riscaldamento o di un raffreddamento si può seriamente parlare quando entrano in gioco parecchi secoli, non qualche decennio, come si fa attualmente. Insomma, la teoria del riscaldamento globale è una teoria, magari rispettabile, ma nessuno può spacciarla per verità scientifica. Trump potrebbe sbagliare a rinnegare gli accordi di Parigi, ma gli accordi di Parigi potrebbero a loro volta essere basati su un’ipotesi sbagliata.
L’universale consenso di giornalisti e privati sul riscaldamento significa soltanto che quella teoria è entrata nel vangelo della political correctness. Trump è stato descritto come un pericoloso eretico, un criminale che mette in pericolo l’umanità ed altro ancora, mentre è semplicemente qualcuno che la pensa in maniera diversa, e al quale non si può neppure opporre una verità scientifica, accertata secondo gli standard normali.
Alcuni dicono poi: perfino i popoli dell’Africa sono contro la mossa di Trump. Quasi intendessero: i morti di fame e gli incolti capiscono che è un errore, com’è che non lo capisce quel biondo anglosassone? In realtà, gli accordi di Parigi includono uno spostamento di risorse dai Paesi ricchi (dunque anche dagli Stati Uniti) a favore dei Paesi poveri (dunque anche quelli africani) per sostenere i costi dell’ecologia. E allora la protesta è anche motivata dal venir meno dei sussidi.
E tuttavia, si dirà, contro Trump si è pronunciata anche la Cina, che pure è un grandissimo e ormai ricco Paese. Ma neppure questo dimostra niente. Per anni la Cina ha fatto espandere spensieratamente la sua industria, senza badare all’ecologia, fino a provocare un inquinamento che ha reso alcune città cinesi delle camere a gas. Infine la reazione (dettata dalla semplice volontà di sopravvivere) ha fatto nascere una coscienza ecologica e il sorgere di una enorme industria che produce il materiale per le energie rinnovabili. Oggi nel mondo la maggior parte dei pannelli fotovoltaici è di produzione cinese, e di produzione cinese è pure la maggior parte delle pale eoliche. Ma purtroppo le imprese cominciano ad essere in crisi per un eccesso di offerta rispetto alla domanda. Se domani si rinunciasse alle energie alternative, per la Cina sarebbe una tragedia industriale.
La Cina è motivata da un legittimo interesse economico, non da una indiscutibile verità scientifica. Di scientifico c’è stato l’eccessivo inquinamento di città che erano divenute invivibili. Ma questi sono fenomeni “locali”, non “globali”. Se a Pechino l’aria è irrespirabile non è perché a Bolzano hanno acceso i camini.
Quando non si è in possesso di una verità scientifica accettata dalla stragrande maggioranza degli scienziati, si è nel campo delle opinioni da bar. E in base a questo genere di opinioni è meglio non condannare e non assolvere nessuno.
Gianni Pardo, pardonuovo.myblog.it
4 giugno 2017

INUTILE RISCALDARSI SUL CLIMAultima modifica: 2017-06-04T07:33:59+02:00da gianni.pardo
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4 risposte a INUTILE RISCALDARSI SUL CLIMA

  1. Carlo scrive:

    Salve Signor Pardo,
    lo so che sono fuori argomento e me ne scuso
    ma penso la possa far sorridere.

    Il giorno prima della conferenza di cui sopra Trump ha inviato questo tweet:

    Despite the constant negative press covfefe

    – Donald J. Trump (@realDonaldTrump) May 31, 2017

    — —

    Qui la stampa è andata crazy chiedendo se era il caso di invocare l’articolo 25 (presidente pazzo). A Spicer è stato chiesto se è preoccupato di sapere che il presidente invia tweet con parole prive di senso…

    Però la mattina stessa, poche ore dopo, Trump ha chiesto:

    Who can figure out the true meaning of “covfefe” ??? Enjoy!

    – Donald J. Trump (@realDonaldTrump) May 31, 2017

    — —

    Quindi ponendo l’evenutale errore covfefe/coverage come “gioco”.
    E dopo essere stato ridicolizzato per ore, viene fuori che:

    1) cov fe’fe = [traduzione arabo/inglese] = “I will stand up”

    2) I will stand up = [inglese/arabo] = sawf ‘aqaf =~ pronuncia “so fuck off”

    — —

    Quindi la traduzione/soluzione è:

    – Despite the constant negative press “I will stand up”, “so fuck off”!

    — —

    Geniale!

    Qui c’è un video che illustra il tutto:

    https://www.youtube.com/watch?v=K2Jv_diTQ0U

    E questi sono i link a google translate:

    https://translate.google.com/translate#auto/en/cov+fe'fe

    https://translate.google.com/translate#auto/ar/I+will+stand+up

    Ovviamente il New York Times ha già smentito.

    Inoltre il primo link di google translate non da sempre risultati consistenti …!?

    Saluti,
    Carlo.

  2. roberto scrive:

    Quello che mi piace dei suoi articoli che leggo sempre molto volentieri è che con parole semplici rende chiaro subito tutto, e quasi sempre mi trova daccordocon le sue conclusioni.

  3. gianni.pardo scrive:

    Confesso che sono troppo pigro e troppo indifferente ai tentativi di chi vuole incuriosirmi, per strapazzarmi a capire chi non parla chiaro. Anche se si chiama Trump. Del resto pare che si tratti di errori di battitura. Enjoy? Enjoy my indifference.

  4. gianni.pardo scrive:

    La ringrazio.Si tratta comunque soltanto di idee chiare e olio di gomito, nel correggere ciò che non è abbastanza chiaro.

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